Brillante esempio di libro elettronico, di quelli che non cercano di imitare i libri veri (per quello esistono Kindle e soci). Lo vedo particolarmente adatto come sostituto dei libri di testo, vuoi mettere col vetusto sussidiario?
Questo interessante articolo su TechCrunch stimola la riflessione sull'ultima ondata di techno-hype, il 3D.
Come modestamente prevedevo dal primo giorno in cui ho visto pubblicizzare un TV 3D, la cosa si sta velocemente sgonfiando. I produttori di contenuti se ne stanno velocemente allontanando e i produttori di contenitori (;-)) la buttano sulle ormai omnipresenti Apps, pur di trovare qualche selling point alternativo per le loro nuove, costosissime apparecchiature.
Tralasciando i problemi legati alla scomodità e al costo esorbitante degli occhiali necessari per fruire dei contenuti 3D, lanciare una nuova tecnologia in piena recessione, senza neanche lasciare il tempo che il FullHD smettesse di essere la cosa cool del momento non mi suona come un successo garantito, ma forse sono solo un po' troppo pessimista...
Ogni tanto mi capita di sentire per caso un pezzo che magari non sentivo da tempo. Può essere la radio di un "vicino di fila", in auto. Oppure una la radio di sottofondo nel bar in cui prendo il caffè.
Se la canzone non mi fa proprio schifo può capitare che mi rimanga in testa anche per tutto il giorno. Se poi, per pura sfiga (o fortuna, a seconda dei punti di vista) ne ho una copia da qualche parte,
c'è il forte rischio che diventi un repeater (nome che mi sono inventato di sana pianta). Un repeater si insinua in testa e non se ne va finché non l'hai ascoltata il numero di volte necessario al suo esaurimento.
Purtoppo non è dato sapere quante volte sia necessario ascoltare un repeater prima di esaurire il suo potere magnetico, so solo che quando è abbastanza lo sai (o te lo faranno notare ;-)).
Non riesco a toglierla dal repeat... non è un capolavoro di progressive che cambierà il vostro modo di concepire la musica ma con una birra e un volume adeguato ci sta tutta :-)
Gran bel pezzo davvero. Su di loro posso dire l'unica cosa che so e cioè che sono il gruppo di Alessandro Cortini, che suona anche con Trent Reznor (NIN)...
Nel sottoscala di un qualsiasi appassionato di musica si annidano passioni a volte inconfessabili che quando poi si diventa (come il mostro in Frankenstein Jr.) dei sofisticati dandy di città, ci si affretta a etichettare con frasi tipo "massì, ero giovane".
Ovviamente questo vale anche per me che, seppure mi illuda di avere negli anni "raffinato" i miei gusti, non rinnego le mie origini da metallaro della domenica con la passione per l'elettronica e per Madonna; chi ha vissuto l'epoca dei metallari (dico quando era praticamente di moda essere almeno un po' metallari) sa benissimo che il Vero Metal non ha bisogno di alcuna fuckin' electronic machine. Io invece l'elettronica la amavo, techno compresa, ma allo stesso tempo amavo anche il l'hard rock e il metallo duro che dura. Passavo allegramente da Nick Kershaw agli Iron Maiden o dagli Wham! ai Metallica, senza soluzione di continuità.
Di tanti che ne ho ascoltati solo alcuni hanno ancora un posticino nelle mie playlist odierne. Tra questi ci sono sicuramente i Van Halen.
Eddie Van Halen è sempre stato considerato un vero e proprio guitar hero, come forse solo negli anni 80 ce ne potevano essere. Mi ricordo che ai tempi, quando tra ragazzini si discuteva amabilmente per determinare quale fosse il "chitarrista migliore del mondo" Eddie era uno dei nomi che venivano fuori più spesso. Spinto dalla curiosità decisi di approfondire l'arte chitarristica di questo "mostro sacro", comprando il disco che al momento era l'ultimo, e cioè OU812.
Purtroppo la mia prima scelta non fu felicissima, vista con la prospettiva attuale. OU812 decisamente non è uno dei loro migliori dischi, ciononostante lo ascoltai parecchio e questo bastò ad appassionarmi alla loro musica per anni a seguire. Cosa che, vista la considerazione che ho di questo disco adesso, ancora non mi spiego del tutto... Ho scelto però di condividere lo stesso un pezzo. E' quella che allora mi rimase più impressa dopo il primo ascolto del disco:
Una volta consumata la cassetta di OU812, fu la volta di 5150, il primo disco con Sammy Hagar alla voce (e seconda chitarra). Anche questo mi piacque molto, nonostante il sound plasticoso (specialmente la batteria) e nonostante loro fossero ancora molto lontani dai fasti del passato, a me allora sconosciuti. La traccia che da' il nome al disco è forse quella che merita di più, specialmente per il bel riff di chitarra:
Quando finalmente decisi di esplorare i primi VH, quelli con David Lee Roth per intenderci, capii. Cominciai proprio dal primo disco, del 1978, dal quale la mia scelta non può essere quel capolavoro del rock moderno che è tuttora Ain't Talkin About Love:
Ok, adesso si ragiona. Ecco perché quando si parla di chitarrismo di livello il nome di EVH viene fuori così spesso. Non è tanto una questione di bravura o di velocità (attributo molto sopravvalutato all'epoca). La dote che Eddie mette in mostra in questo brano è il suo talento nel creare dei riff fottutamente cool e questa è probabilmente la singola ragione per cui ancora adesso li ascolto. Si ok, Eruption è bella, e allora era anche abbastanza tipico mettere nei dischi di "gruppi col bravo chitarrista" il lungo assolo, ma quello che ho sempre amato dello stile di Eddie è soprattutto il suo senso del ritmo, la sua abilità come chitarrista ritmico.
Proprio mentre scoprivo i vecchi VH, un nuovo album dell'allegra combricola si affacciava sugli scaffali dei negozi di dischi. Si trattava di F.U.C.K. (alias For Unlawful Carnal Knowledge), un titolo che è senza dubbio un capolavoro di delicatezza e profondità spirituale... Naturalmente comprai pure questo e lo ascoltai un bel po' ma come nel caso di OU812, anche questo non è ora uno dei miei preferiti. Siccome ho fatto fatica a trovare una traccia pulita su youtube di questo disco e comunque il disco non è poi così irrinunciabile, non ne metterò.
Proseguii nel tragitto, e trovandomi ancora indietro con la mia esplorazione, mi comprai quasi d'un fiato tutti gli album che mi mancavano. Non mi ricordo più in che ordine li presi, ma ai fini del post mi sento di partire da 1984. Si, quello con Jump, che per inciso è sempre stata una delle canzoni che mi piacciono di meno (e non lo dico per snobismo, giuro). Credo che in quel disco meriti assai di più Panama, a tutt'oggi una delle canzoni più belle del rock anni 80 in generale (in questo caso il video è un vero video):
Che pezzo. Questo si che è chitarrismo. Il riff è Puro Van Halen.
Ma 1984 in qualche modo è ancora troppo commerciale (un insulto gravissimo negli anni 80), e sebbene i VH commerciali lo siano sempre stati, se per commerciale si intende il numero di dischi venduti in tutta la carriera, ci sono alcune perle nascoste da trovare nei loro vecchi album. In questo senso l'esempio migliore è quello meno famoso di tutti, Fair Warning. Credo sia l'ultimo nel mio ordine di acquisto, e a ripensarci adesso quello che preferisco, come album. Mi piacciono tutte, compresa la semi-allucinata Sunday Afternoon In The Park; visto però che siamo in vena di chitarrismi, il primo pezzo che mi viene in mente è Mean Street. Qui Eddie è davvero in forma, e si sente:
Ovviamente sono rimasti esclusi un bel po' "pezzi da 90" da questa mia piccola storiella e fosse per me ne metterei un casino di altri (come Unchained, Hot For Teacher o You've Really Got Me per esempio) ma non voglio tediarvi con troppi link e comunque sono canzoni molto famose e reperibili. Per me siete già degli eroi se siete arrivati fin qui. :-)
Se doveste però decidere di procurarvi qualche vecchio album tra quelli che non ho citato qui, vi consiglio di cominciare da Diver Down o da Women And Children First, col quale ho deciso di concludere questo papiro di post. Il pezzo si intitola Take Your Whiskey Home ed è semplicemente troppo cool :)
Come al solito, non vedo l'ora di sentire i sani insulti dei sensolabbers, soprattutto, anche se temo di riceverne stavolta anche da perfetti sconosciuti. :D
Eccomi ancora qui, a cercare ancora una volta di aprire un blog personale. Un blog collettivo l'ho già aperto un bel po' di tempo fa, così come un po' meno tempo fa ne ho aperto uno personale su Splinder, con tanto di fotoblog allegato.
Tralasciando per il momento la storia (non credo ancora veramente conclusa) del blog collettivo, la storia degli altri due blog non è molto lunga. Mi sono divertito a creare il blog, a scambiare post e commenti con altri (allora, forse) famosi blogger della blogosfera, e ho partecipato ad alcuni divertenti "passatempi" allora in voga tra i blogger di splinder. Poi però la cosa si è dissolta, forse perché per un periodo non ho avuto niente da dire, o forse perché non ritenevo le tre cose che avevo in testa "degne" di essere pubblicate sul web, o forse il perché non me lo voglio ricordare ;)
Ma arriviamo ad oggi, con questo nuovo blog su una piattaforma (almeno per me) nuova e con l'ennesima occasione da mettere a frutto o da sprecare spettacolarmente. Non so ancora esattamente di cosa scrivere qui, e questo sembra portarlo decisamente in area "fallimento spettacolare", se però qualcuno dovesse chiedermi a bruciapelo "di cosa parli sul tuo blog?", mi verrebbe da rispondere con decisione "42", e se dovesse insistere: